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POST-ITROCK
Sette tracce omogenee in cui emerge un progetto chiaro e innovativo. La dote migliore dei FD è quella di raccogliere l'ascoltatore dallo stato d'animo in cui si trova e di condurlo attraverso foreste tropicali di benevolo low-fi e calde sonorità acustiche dal clima temperato. Direi che a questo punto potete mettere un e-segnalibro e andare a farvi un giro sul loro sito per vedere se riesce a raddrizzarvi questo lunedì mattina. Per prima cosa la batteria ha un tocco davvero splendido e riesce ad amplificare la dinamica dei pezzi. Particolarmente riuscite anche parti non convenzionali come la batteria clippata in Take Off che aggiunge spinta alle accelerazioni di questo pezzo, metafora di come nell'innovazione si utilizzino spesso gli stumenti sonori oltre il limite tradizionale. Molto calda la voce maschile che in Question ricrea atmosfere beat anni 70. Molto riusciti anche i voicing con la voce femminile intensa e capace di sonorità eteree e malate come in Question. La chitarra nelle sue diverse vesti è il suono dominante e sapendo sgusciare da registri acustici a rock a noise, imprime il tessuto sonoro del pezzo. Mentre He è forse il pezzo più tipicamente folk, You Told Me rappresenta la vena più rock dell'album, che forse non è esattamente il punto di forza dei Franklin Delano ma in cui riescono comunque a dare al pezzo una gradevole contaminazione noise low-fi. Nel complesso un opera molto buona, che vale la pena di inserire tra quell'oligarchia di dischi da tenere sul comodino.
Stefano Corazza
ROCKAMBULA
voto : 4/5
Registrato nel maggio 2003, prodotto da Zhar records e distribuito da Goodfellas,
"All my senses are sensless today" è il disco d'esordio dei FRANKLIN
DELANO.
Forse questo album per i non appassionati potrebbe risultare scomodo e noioso
ma dopo vari ascolti si riesce ad apprezzare a pieno la loro musica. Questo combo
formato dal guru Paolo Iocca e da una ex componente dei grandissimi Massimo Volume
(Marcella Riccardi), propongono un misto di Country Blues raffinato e ricercato.
Oltre che i normali paragoni con l'estero questi Franklin mi fanno pensare agli
italianissimi Madrigali Magri, per il loro modo di fare musica, intimista e minimale.
(Il mio brano preferito e "Take Off" :-). A chiudere la formazione sono
Samuele Lambertini e Vittoria Burattini sempre Massimo Volume.
Emiliano Amicosante
ROCKIT
Nel numero del Mucchio Selvaggio datato martedì 18 novembre 2003, in
un'intervista agli Okkervil River realizzata dal bravo Gianluca Testani, la band
dice qualcosa di interessante, che vi cito testualmente: "Mi è capitato
di suonare con una band italiana, Franklin Delano, e li ho trovati fantastici.
Suonano canzoni di orientamento country, ma non sembrano affatto un gruppo americano.
La loro prospettiva è diversa da quella solita dei gruppi statunitensi,
segno che il carattere dei musicisti ha avuto la meglio sulla tentazione di riprodurre
fedelmente un certo stile americano".
Se li avete visti ed amate l'alt-country, probabilmente concorderete. Io, che
purtroppo non ho ancora potuto assistere ad alcun loro concerto, debbo limitare
la mia opinione a questo demo assolutamente home-made, che Paolo Iocca, voce e
chitarra della band, mi consegnò brevi manu ad Ancona davanti al suo furgone
letto-munito (questo si chiama indie, signori!).
Partiamo dal presupposto che questo dischetto sia dannatamente immaturo. Poi diciamo
che alcune canzoni sono troppo lunghe, con pleonastiche dilatazioni strumentali
che talvolta risultano noiose. In più, alcuni brani - e per la loro essenza,
e per gli arrangiamenti - hanno meno pacca di altri, cosa, questa, che penalizza
il dischetto nella sua globalità. Ma diciamo anche che desertiche emozioni
di così intima intensità sono rare da trovare, in Italia e fuori.
E aggiungiamo che alt-country scritto e suonato così passionalmente in
linea con la spirale americane di emozioni creata da gruppi quali Red Red Meat
e Califone è difficile che non cada nella derivatività. Cosa che
i Franklin Delano, rivisitando con il proprio stile anche il post-folk, non fanno.
Sarà merito, oltre che di Paolo Iocca - bravo songwriter ed interprete
- anche di Marcella Riccardi (ex Massimo Volume) e Samuele Lambertini? Sicuramente.
Ed ora che si parla di un nuovo disco registrato con l'apporto di un'altra ex
Massimo Volume, Vittoria Burattini, le aspettative aumentano vertiginosamente.
Se fossi stato inglese, sicuramente ora starei usando parole come next big thing.
Siccome sono italiano, più pacatamente vi dico che io, in questa promessa,
ci credo. Moltissimo.
Carlo Pastore
ROOTSHIGHWAY
Atmosfere dilatate e visioni desertiche in questo interessante esordio dei Franklin Delano, collettivo modenese che varca il difficile scoglio geografico, tanto da vedere distribuito All My Senses are Senseless Today anche negli USA, in vendita sul sito dell'etichetta Perishable, storica label indipendente di Chicago. Ed è in qualche modo agli stessi artisti di questa etichetta che possiamo accostare per comodità il folk-rock rarefatto della band: affiorano le "lentezze" del post-rock, l'opera di rilettura delle radici portata avanti da Red Red Meat e Califone (vedi brani come Take Off o Your Perfect Skin Line), ma anche gli orizzonti desertici descritti dai Freinds of Dean Martinez. E' certamente una celta coraggiosa e relativamente nuova per le nostre latitudini: oltre gli inevitabili paragoni, sempre un po' ingenerosi e esterofili, i Franklin Delano sono una realtà da seguire con attenzione. Il progetto nasce su iniziativa di Paolo Iocca (voce e chitarre), con una formazione oggi completata da ex membri dei Massimo Volume (Vittoria Burattini, batteria, non presente in queste regiostrazioni, e Marcella Riccardi, chitarre, lap steel e mandolino). L'immaginario di partenza dunque è molto chiaro, forse manca ancora un deciso distacco dai modelli di riferimento: dall'inquietante incedere elettro-acustico di Question alle tenebrose tinte country-blues di He per finire nei territori di un più classico indie-rock (Hello e l'ossessiva You Told Me) si tratta di brani mediamente oltre i sette minuti, che lanciano molte suggestioni all'ascoltatore, sui quali però bisognerebbe operare qualche rifinitura.
Fabio Cerbone
SENTIREASCOLTARE
L'Emilia come l'America post-rurale. Le coordinate geografiche si confondono,
le linee di confine si dissolvono, fino ad annullarsi: è questa la liquida
sensazione che accompagna l'ascolto del debutto dei Franklin Delano, nati nell'estate
del 2002 dall'incontro di Paolo Iocca, Marcella Riccardi (ex Massimo Volume) e
Samuele Lambertini (successivamente sostituito da Vittoria Burattini, anch'essa
proveniente dalle file del disciolto ensemble emiliano).
Registrato nel maggio 2003, successivamente completato con sovraincisioni di piano
e violino ed ora distribuito da Zahr records, All my senses are senseless today
è un'isola sonora nell'odierno panorama indie italiano. Sospese tra ipnosi
acustiche ed esplosioni elettriche, tra minimalismo espressivo e rumore, le atmosfere
rievocate dal trio bolognese sono quelle care a gente come Will Oldham o i Califone,
senza dimenticare gli Slint e For Carnation; se i semi sono quelli del migliore
post-folk americano, i frutti sono sette canzoni di stampo cantautorale, tutte
imperniate sull'indolente cantato-parlato di Iocca e gli arpeggi della sua acustica,
con elettrica e batteria ad accompagnare (e, spesso, destrutturare) il tutto.
Così, il viaggio musicale dei Franklin Delano parte dal lunatico blues
di Question, ricca di suggestioni pavementiane e impreziosita dalla tintinnante
chitarra effettata e dal delizioso controcanto della Riccardi; attraverso un minimalismo
rurale fatto di bucolici effetti sonori e feedback (About things off), sbilenche
e reiterate] frasi chitarristiche e ticchettii ritmici (Take off, non troppo distante
dal folk a bassa fedeltà dei Silver Jews di David Bergman), lunghe e ipnotiche
digressioni psichedeliche (l'heavy-country di He), con Hello arriviamo al cuore
del disco.
Sintesi espressiva del gruppo, questa ballata di sei minuti è sicuramente
il momento più alto del disco, in virtù anche di bellissimi inserti
di violino (suonato da Massimo Gattel, che ci porta in territori familiari ai
Dirty Three) e di una drammatica struttura armonica che naufraga in un finale
dissonante e distorto. Gli incastri elettro-acustici della lunga (forse troppo)
Your perfect skin line ci portano alla sporca conclusione di You told me, posta
lì a spazzar via, come una Good morning captain, le intimità dei
brani precedenti.
Assimilati alla perfezione gli stilemi del nuovo folk rock, i Franklin Delano
mostrano capacità di scrittura talvolta ottime. E' di recente realizzazione
un nuovo demo di 6 tracce chiamato "Like a smoking gun in front of me".
Li aspettiamo, curiosi e fiduciosi, al varco. (6.5/10)
Antonio Puglia
SUCCOACIDO
I Franklin Delano vengono da Bologna ma hanno nel cuore i deserti e gli orizzonti sconfinati degli Stati Uniti, il Gran Canyon e le Montagne Rocciose; esprimono tutto ciò attraverso sette lunghi brani che sembrano descrivere le fasi della notte, dal crepuscolo all'alba, transitando per il sogno e le allucinazioni. Il trio, aiutato da preziosi inserti di piano, violino e field recordings, si ispira deliberatamente a quei gruppi che hanno coniugato la tradizione folk rock con verbi e vesti futuristiche, come i Califone e i Red Red Meat, non sempre con la stessa originalità. Del disco si apprezza la cura dei suoni, gli arpeggi ipnotici della chitarra di Paolo Iocca, lo svagato controcanto di Marcella Riccardi, le atmosfere bucoliche di About these nights, le deviazioni sull'asse Slint/Codeine di You told me, che chiude il disco. Una maggiore stringatezza avrebbe giovato al tutto, ma considerando che questa è la prima prova e che nel frattempo il gruppo si è rodato sul palco, ha avuto qualche assestamento di line-up (è subentrata alla batteria Vittoria Burattini, ex Massimo Volume) ed ha già registrato un nuovo cd, mixato da Brian Deck e ricco di ospiti (Tim Rutili e Ben Massarella dei Califone!), è legittimo aspettarsi un lavoro notevolmente superiore. Restiamo in attesa
Italo Rizzo
Album: All My Senses Are Senseless Today
Label: Zahr records
Released: 2004