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BLOW UP MAGAZINE
Non so dire se avrei ascoltato questo disco con orecchie diverse, avessi ignorato il fatto che i Franklin Delano (Paolo Iocca e l'ex Massimo Volume Marcella Riccardi) provengono dall'Emilia anziché dal Texas, ché certo le prime immagini a venire alla mente sono i campi lunghi su un arido deserto americano. Ancor più perché ascoltare i sette lunghi episodi (su tutte Question, e Hello) è un po' come guardare il deserto, apparentemente fisso e tutto uguale, eppure lentissimamente in movimento. Tornano in mente i Codeine, i Friends of Dean Martinez, ma anche la PJ Harvey di "To Bring You My Love"; il che per essere praticamente un demo, realizzato in appena una settimana, è un risultato di tutto rispetto.Potrebbe essere l'inizio di qualcosa di assai prezioso (7).
Beppe Recchia
IL MUCCHIO SELVAGGIO MAGAZINE
Ci eravamo già occupati qualche mese fa, quando aveva visto la luce
in forma di demo, di All My Senses Are Senseless Today dei Franklin Delano - al
secolo Paolo Iocca (voce e chitarra), l'ex Massimo Volume Marcella Riccardi (chitarra)
e Samuele Lambertini (batteria), nel frattempo sostituito da Vittoria Burattini,
anch'essa nella vecchia band di Emidio Clementi. Lo avevamo recensito positivamente
nell'apposito spazio dell'inserto mensile Fuori dal Mucchio. Torniamo più
che volentieri a parlarne ora che è stato rimasterizzato e pubblicato ufficialmente
dalla Zahr in Italia e - udite udite - negli States dalla Perishable, la stessa
etichetta dei Califone: un gruppo, quest'ultimo, particolarmente vicino al trio
emiliano, e non solo per i concerti effettuati insieme, ma soprattutto per una
visione artistica comune, che parte dalle radici più profonde del country-folk
a stelle e strisce e le decostruisce nei loro elementi base, successivamente dilatati
e ricomposti in un qualcosa che delle sonorità originarie mantiene solo
il retrogusto.
Pur con qualche lungaggine di troppo, l'ensemble si dimostra abile e tutt'altro
che banale nel dipanare avvincenti intrecci fra le seicorde, arricchiti dalla
occasionale presenza di violino (quello di Massimo Gattel degli Ulan Bator), mandolino
e pianoforte, mentre la batteria disegna figure ritmiche tutt'altro che scontate
e la voce scandisce parole all'apparenza cariche di disillusione. Sette in tutto
i brani, per quasi cinquanta minuti di musica: ballate notturne e minimali frutto
di una scrittura ispirata, tutte a loro modo fascinose, anche se una menzione
particolare la meritano la "califoniana" He e una Hello crepitante di
elettricità, al pari della conclusiva You Told Me. Più post-folk,
se tale definizione è passabile, che alt.country, più psichedelici
che conservatori: davvero niente male.
Aurelio Pasini
LOSING TODAY MAGAZINE
Più America desertica che Italia, più Perishable Records che una label sarda. Ed invece i Franklin Delano sono emiliani ed escono per la Zahr Record. Occhio lungo quello di Luca Zoccheddu, responsabile dell'etichetta, attento nell'assicurarsi una formazione abile nel reintepretare in un'ottica personale gli insegnamenti diffusi da Tim Rutili sotto le vestigia Red Red Meat e Califone. Post folk tendente all'alt country per gli amanti delle definizioni, brani ipnotici e dilatati per chi vuole sensazioni concrete, fra schizzi noise, rigurgiti blues ed impressioni colorate da una nebbia dilatata. Difetti, in questo Ep, ce ne sono: eccessi strumentali, lungaggini col sapore di autoreferenzialità ed immatura ingenuità. Ciò nonostante i sei episodi di "All My Senses Are Senseless" scorrono via che è un piacere, riuscendo a colpire cuore e cervello nella giusta misura. Poi sappiamo che Will Sheff degli Okkervil River li ritiene "fantastici". Se non vi fidate di noi chiedete pure a lui.
Marco Del Soldato
ROCKERILLA MAGAZINE
Un benvenuto alla dimenticanza. Barbiturici e psicotiche avventure il nuovo antidoto per l'indie italiano. Nati nel 2002, gli emiliani Franklin Delano avevano un'idea: creare una "dark side of post folk".Oggi, Paolo Iocca, Marcella Riccardi (ex Massimo Volume) e Samuele Lambertini (poi sostiutito dall'altra ex Massimo, Vittoria Burattini), si ritagliano con questo album di debutto un posto tutto loro nella scena musicale italiana. Un viaggio per le pianure deserte dell'alternative folk statunitense, su tappeti psichedelici '70 con distorsioni noise e lo-fi nel DNA delle chitarre: sette lunghe tracce che sembrano tradurre i sogni di Califone e Will Oldham e gli incubi di Cat Power. Indolenze blues e una batteria pigra seguono l'eterea "Question"; country notturno e violini strizzati nella splendida "Hello", liquide sospensioni e scambi vocali no privi di ossessioni morphiniane in "Take Off". Qualche attimo di stanchezza non intacca la maestria tecnica e l'ispirazione di questo trio che farà parlare di sé. RRRR (eccellente)
Alessia De Luca
RUMORE MAGAZINE
n° 147, aprile 2004
Le uggiose nebbie modenesi riducono le distanze con la provincia statunitense più rarefatta e meno reazionaria. È l'assioma che scaturisce dall'esordio del trio Franklin Delano: due ex Massimo Volume (Marcella Riccardi seicorde, mandolino e backvocals e Vittoria Burattini impeccabile e lieve nello sfiorare pelli di tamburo) e un crooner evocativo come Paolo Iocca, capace di edificare un cupo immaginario lento, indolente e torbido. La sensazione immanente che tutto sia statico nella ciclicità di voci che si raddoppiano, eppure dinamico nelle simultanee esplosioni schizofreniche di feedback e loop carsici che scompaiono e riappaiono improvvisi come bagliori nella nebbia. Lato alternativo del country (Alt Country) declinato in italianità rurale, sicuramente postfolk ma non cloni di Califone e Red Red Meat. L'ideologia indie della splendida opener Question si dispone sul sentiero della forma canzone che viene vivisezionata per lasciarsi andare a soluzioni armoniche dissonanti e spleen. Le strutture del folk blues assoggettate al noise e alla scomposizione ritmica come sinossi che guarda all'ipnosi e alle pratiche mesmeriche per sfuggire al vuoto della quotidianità e reclamare spazi molto più estesi di una bisettrice di asfalto che taglia in due la Pianura Padana. L'unico motivo per cui - ed è un limite alle opere prime - non salutiamo l'esordio con una lancetta in erezione è una prolissità eccessiva di alcune divagazioni (You Told Me): per il resto: The Dark Side OF The Folk Made In Modena.
Domenico Mungo
Album: All My Senses Are Senseless Today
Label: Zahr records
Released: 2004